██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Boabdil di Granada
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Era figlio di mwcaAbu l-Hasan 'Ali di Granada (chiamato dai Castigliani "Muley Hacen") e succedette inizialmente al padre e poi allo zio mwcqMuḥammad XIII al-Zaghal. Dopo la mwcgCapitolazione di Granada il sultanato venne assorbito dal mwcwregno di Castiglia ed egli andò in esilio. Fu chiamato anche mwdael Chico, cioè "il Piccolo" (per distinguerlo dal padre "Muley Hacen" mwdqel-Viejo cioè "il Vecchio") e anche mwdgel Zogoybi, cioè "il re sfortunato".
Contents
• L'esilio
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Biografia
La situazione nel mwhaSultanato di Granada divenne critica dopo che il padre di Boabdil, mwhqAbu l-Hasan 'Ali, si innamorò perdutamente di una schiava cristiana, mwhgIsabel de Solís, che si convertì all'Islam e assunse il nome Sōrayā. Abū al-Ḥasan ripudiò la moglie mwhwʿĀʾisha, la madre di Boabdil, che venne scacciata dall'mwiaAlhambra, trasferendosi nel palazzo che ancora oggi porta il suo nome, la mwiqDār al-Ḥorracite-ref-liceus-com-1-0[1].
Primo regno
Āʾisha, la moglie ripudiata di Abū al-Ḥasan ʿAlī, incominciò a preparare la sua vendetta contro il marito. Incitò i figli Abū ʿAbd Allāh Muḥammad al-Zughbi (Boabdil) e Yūsuf a ribellarsi contro il padre e a tentare di detronizzarlo. I principi ribelli abbandonarono quindi mwkaGranada, arrivando a mwkqGuadix, dove Boabdil venne nominato sultano.
Il potente clan dei mwkwBanū Sarrāj ("Abencerrages") che Abū al-Ḥasan aveva decimato, incominciò anch'esso a complottare contro il sultano, principale animatore di questo complotto fu il potente nobile Yūsuf ibn Kumasa (chiamato "Abencomixa" dai Castigliani). Yūsuf ibn Kumasa odiava il visir di Abū al-Ḥasan, Abū al-Qāsim Bannigas, a causa della sua fama sinistra. Questo membro della famiglia Bannigas (rivali degli Abencerrages) era sospettato di fare il doppio gioco, di essere un alleato dei Castigliani. Tutto questo malcontento e questi complotti sfociarono nella detronizzazione di Abū al-Ḥasan ʿAlī, a favore del figlio Muḥammad al-Zughbi (Boabdil), che venne proclamato sultano dagli Abencerrages il 15 luglio 1482. Dopo una mwlafuriosa battaglia per le strade di Granada, mwlqAbū al-Ḥasan venne sconfitto, fuggì quindi assieme al fratello mwlgMuḥammad al-Zaghal, prima a Malaga e poi ad Almería, dove incominciò a prepararsi per combattere il figlio.
La grande sconfitta cristiana ad Axarquia
Nella primavera del 1483, dietro consiglio di un musulmano convertito, il marchese di mwmqCadice e Gran Maestro dell'mwmgOrdine di Santiago, Don Alonso Cárdenas, riunì l'élite della nobiltà mwmwcastigliana e decise di lanciare una spedizione nella regione costiera tra mwnaMalaga e mwnqVélez-Málaga, chiamata Axarquia nelle cronache castigliane e Sharqīya dai mwngMori. Tremila cavalieri e mille fanti partirono da mwnwAntequera il 19 marzo. Raggiunta la costa mediterranea, marciarono in direzione di Malaga. In questa aspra terra di montagne nei pressi di Malaga vennero attaccati da un grosso esercito musulmano, nella notte tra giovedì e venerdì 21 marzo del 1483cite-ref-2[2]. L'esercito cristiano venne completamente distrutto. Le cronache castigliane parlano di milleottocento morti e tantissimi illustri nobili fatti prigioniericite-ref-liceus-com-1-1[1].
La battaglia di Axarquía fu l'ultima vittoria dei musulmani nella storia di mwqqal-Andalus.
Battaglia di Lucena
Un mese dopo, Boabdil, affamato di gloria, attaccò mwraLucena, il cui governatore Diego Fernández de Córdoba aveva poco più di 18 anni di età, tuttavia, un musulmano di Granada tradì Boabdil, rivelando ai Castigliani di Lucena questo piano di attacco. La città venne ben fortificata. Il 20 aprile 1483, l'esercito di settecento cavalieri e novemila fanti comandati da Boabdil arrivò di fronte alle mura di Lucena. I granadini ebbero numerose perdite dovute all'intervento di sorpresa dell'esercito del conte di mwrqCabra, che era stato avvertito dell'assalto mwrgnasride. Dopo varie scaramucce, Boabdil venne sconfitto. L'esercito musulmano venne distrutto.
Prigionia in Castiglia
Appena venne informato del disastro accaduto a Lucena, mwvaAbū al-Ḥasan, che aveva ancora molti sostenitori a Granada, si affrettò a riconquistare il suo tronocite-ref-carpeta-did-ctica-ibidem-3-1[3].
Nel 1485 venne spodestato dal fratello (lo zio di Boabdil) mwwgMuḥammad XIII al-Zaghal.
Nel 1487 Boabdil stipulò un accordo con mwxaFerdinando II di Aragona, secondo cui Boabdil sarebbe stato liberato e Ferdinando lo avrebbe aiutato a riconquistare il trono, con la condizione di diventare vassallo della Castiglia e non soccorrere mwxqMalaga, che i mwxgre cattolici avevano intenzione di assediare. Le condizioni accettate da Boabdil per la sua liberazione furono le più umilianti mai accettate da un sovrano musulmano di mwxwal-Andalus. Fu costretto inoltre a promettere di versare un tributo di 14.000 ducati d'oro, liberare i settemila Castigliani prigionieri a Granada e consegnare come ostaggio suo figlio ed erede al trono, il principe Aḥmad.
Assedio di Malaga
mwygMalaga divenne l'obiettivo principale della campagna del 1487 dei re cattolici contro il mwywSultanato di Granada. Re mwzaFerdinando II di Aragona lasciò mwzqCordova con un esercito di 20.000 cavalieri, 50.000 fanti e 8.000 truppe di supporto. A questo contingente si aggiunsero gli artiglieri comandati da Francisco Ramírez de Madrid.
La città di Malaga (in arabo Māllaqa) era la seconda città del mwzwSultanato di Granada, subito dopo Granada, era un importante porto mercantile del mwaaMediterraneo. La città era prospera, con eleganti edifici ben decorati, giardini e fontane. La città era circondata da fortificazioni in buone condizioni. Sopra di essa vi era la cittadella, la mwaqAlcazaba di Malaga, collegata grazie a un passaggio alla fortezza di Gibralfaro. Verso il mare vi erano frutteti di olive, arance e melograni, e i vigneti le cui uve dolci erano essenziali per il vino di Malaga, un importante prodotto di esportazione.
Nella primavera del 1487, i Castigliani circondarono mwawMalaga. Il governatore della città, Aḥmad al-Tagri, era determinato a combattere fino alla fine. Sotto il fuoco delle bombarde castigliane, i musulmani difesero efficacemente la città per tutta la primavera. Nel mese di luglio, il cibo incominciò a scarseggiare. Gli abitanti di Malaga si ridussero a dover mangiare cavalli, asini, muli e cani. Malaga capitolò il 18 agosto 1487.
mwcwAl-Zaghal concluse un patto con Ferdinando II, secondo cui avrebbe venduto Almeria e mwdaGuadix, diventando suo vassallo, facendosi nominare re dell'mwdqAlpujarra. Qualche tempo dopo, vendette tutti i suoi possedimenti spagnoli per 5.000.000 di mwdgmaravedí, partendo definitivamente per il mwdwMaghreb.
Relazioni dei Nasridi con gli altri sovrani musulmani
Circondati dal nemico cristiano, dal 1485 i mwegNasridi si rivolsero ai loro ex alleati maghrebini, i mwewMerinidi di mwfaFès gli mwfqZayyanidi di mwfgTlemcen e gli mwfwHafsidi di mwgaTunisi, chiedendo il loro aiuto. Le relazioni tra i regni maghrebini e la mwgqCastiglia erano però ottimi. Il sultano mwggwattaside del mwgwMarocco Muhammad ibn Yahya (che aveva strappato il potere ai mwhaMerinidi), aveva firmato nel 1479 un trattato in cui riconosceva alla Castiglia esclusivi diritti commerciali sulla costa maghrebina. Gli mwhqZayyanidi di Tlemcen erano troppo occupati in guerre con i loro vicini Merinidi e Hafsidi. Gli mwhgHafsidi di Tunisi si sforzavano di mantenere buoni i rapporti con la Castiglia per proteggersi dall'espansionismo dei mwhwMamelucchi mwiaburji d'mwiqEgitto.
Nel 1487 un'ambasciata granadina chiese aiuto al sultano mamelucco mwiwQaytbay, che minacciò la mwjaChiesa cattolica di rappresaglie contro il clero della mwjqbasilica del Santo Sepolcro di mwjgGerusalemme, minacciò di impedire ai cattolici l'accesso al santuario, e, se fosse stato necessario, l'avrebbe fatto distruggere. Le minacce di Qaytbay erano però solo verbali, addirittura vennero sviluppate ottime relazioni commerciali tra i Mamelucchi e l'Occidente cristiano. Il 2 gennaio 1488, mwjwFerdinando II di Aragona chiese al papa il permesso di vendere il grano al "sultano di Babilonia" (mwkaQaytbay), il cui regno era minacciato da una carestia. Il ricavato della vendita del grano venne usato per coprire le spese della guerra contro il mwkqSultanato di Granada. Le buone relazioni tra il sultano del mwkgCairo e la Castiglia erano dovute anche al fatto che Qaytbay era l'unico sovrano musulmano che resisteva ancora agli mwkwOttomani, il cui potere cresceva a dismisura. Tutti questi motivi fanno capire che i sovrani musulmani dell'epoca non potevano fornire un sostegno efficace al Sultanato di Granada. Essi si limitarono ad accogliere i musulmani in fuga dalle persecuzioni dell'mwlaInquisizione spagnola.
Secondo Rachel Arieh, del mwlgCentre national de la recherche scientifique, le relazioni che si svilupparono tra i mwlwNasridi del mwmaSultanato di Granada e gli altri sultani musulmani erano complesse e contraddittorie.
I rapporti con i mwnqMerinidi (dinastia regnante nel mwngMaghreb al-Aqsa, attuale mwnwMarocco) furono invece più collaborativi. A partire dalla fine del mwoaXIII secolo, i Nasridi furono costretti a fare appello al mwoqjihād per fermare la mwogReconquista cristiana. Alcuni sultani Merinidi quali mwowAbu Yusuf Ya'qub ibn 'Abd al-Haqq, mwpaAbu Ya'qub Yusuf al-Nasr, mwpqAbu al-Rabi' Sulayman e mwpgAbu l-Hasan 'Ali ibn 'Uthman, intervennero efficacemente in aiuto dei Nasridi, ma dopo la morte di mwpwAbu Inan Faris nel 1358, ultimo grande sovrano della dinastia, il sultanato mwqamerinide incominciò a decadere, non riuscendo più a supportare efficacemente il mwqqSultanato di Granadacite-ref-4[4].
Secondo regno
Muḥammad al-Zughbi (Boabdil) tornò al potere solo per vedere la fine del mwsaSultanato di Granada.
La potente famiglia dei mwuaBanū Sarrāj ("Abencerrages") fu accusata di complottare con i Castigliani per rovesciare Boabdil. Secondo mwuqGinés Pérez de Hita, storico del tardo mwugXV secolo, trentasei membri della famiglia Abencerrages furono sterminati da Boabdil, in una stanza dell'mwuwAlhambra.
Caduta di Granada
Nella primavera del 1491, i cristiani ripresero le ostilità contro ciò che rimaneva del mwxqSultanato di Granada. Con un potente esercito di diecimila cavalieri e quarantamila fanti, il 26 aprile i Castigliani incominciarono l'assedio definitivo della capitale mwxgnasride. Quel giorno, la regina mwxwIsabella di Castiglia giurò di non bagnarsi e di non cambiarsi i vestiti fino a quando Granada non sarebbe stata conquistata. All'inizio dell'assedio, il campo castigliano fu distrutto da un incendio.
Nella loro capitale assediata, i granadini non poterono fare molto contro l'artiglieria castigliana. Verso la fine del 1491 la situazione di Granada divenne molto precaria, cominciarono a mancare il frumento, l'orzo, il miglio e l'olio. La neve rese impraticabili le strade e i passaggi con la regione meridionale dell'mwyqAlpujarra. Boabdil cominciò a fare colloqui segreti per consegnare la città alla fine del mese di marzo del 1492, ma nel dicembre 1491 i Castigliani richiesero la resa immediata della città.
Granada capitolò ufficialmente il 2 gennaio 1492, e venne stilato il mwywtrattato di Granada.
Boabdil fece dissotterrare dall'mwzqAlhambra e trasferire nel cimitero della moschea di Mondújar le tombe dei suoi antenati mwzgMuhammad II al-Faqih, mwzwYusuf I, mw0aYusuf III e mw0qAbu Nasr Saʿd, per evitare che venissero profanate dai cristiani.
Lettera al sultano merinide del Marocco
Poco dopo la sua consegna di Granada ai Castigliani, Boabdil inviò una lunga lettera ai mw1aMerinidi, dinastia regnante sul mw1qMarocco, per chiedere rifugio. La lettera è lunga, molto ben scritta, incomincia con una lunga poesia in lode ai Merinidi, seguita da una prosa in cui si lamenta della sua sconfitta e chiede perdono per le malefatte che i suoi antenati mw1gNasridi commisero contro i Merinidi. L'intero testo è stato riportato da mw1wal-Maqqaricite-ref-5[5]:
(arabo)
«ولقد عرض علينا صاحب قشتالة مواضع معتبرة خير فيها، وأعطى من أمانه المؤكد فيه خطه بأيمانه ما يقنع النفوس ويكفيها، فلم نر
ونحن من سلالة الأحمر، مجاورة الصفر، ولا سوغ لنا الإيمان الإقامة بين ظهراني الكفر، ما وجدنا عن ذلك مندوحة ولو شاسعة، وأمنا من المطالب المشاغب حمة شرٍ لنا لاسعة، وادكرنا أي ادكار، قول الله تعالى المنكر لذلك غاية الإنكار "ألم تكن أرض الله واسعة" وقول الرسول، عليه الصلاة والسلام، المبالغ في ذلك بأبلغ الكلام "أنا بريء من مؤمن مع كافر لا تتراءى ناراهما" وقول الشاعر الحاث على حث المطية، المتثاقلة عن السير في طريق منجاء البطية:
وما أنا والتلدد نحو نجد وقد غصت تهامة بالرجال
ووصلت أيضاً من الشرق إلينا، كتب كريمة المقاصد لدينا، تستدعي الانحياز إلى تلك الجنبات، وتتضمن ما لا مزيد عليه من الرغبات، فلم نختر إلا دارنا التي كانت دار آبائنا من قبلنا، ولم نرتض الإنضواء إلا لمن بحبله وصل حبلنا، وبريش نبله ريش نبلنا، إدلالاً على محل إخاء متوارث لا عن كلالة، وامتثالاً لوصاة أجداد لأنظارهم وأقدارهم أصالة وجلالة، إذ قد روينا عمن سلف من أسلافنا، في الإيصاء لمن يخلف بعدهم من أخلافنا، أن لا يبتغوا إذا دهمهم داهم بالحضرة المرينية بدلاً، ولا يجدوا عن طريقها في التوجه إلى فريقها معدلاً، فاخترقنا إلى الرياض الأريضة الفجاج، وركبنا إلى البحر الفرات ظهر البحر الأجاج، فلا غرو أن نرد منه
على ما يقر العين، ويشفي النفس الشاكية من ألم البين»
(italiano)
«Il signore di
Castiglia
ci ha offerto una residenza rispettabile e ci ha dato garanzie di sicurezza. Ma noi,
Nasridi
, in qualità di discendenti di
Banu al-Ahmar
, non possiamo accontentarci di questo, e la nostra fede in Dio non ci permette di risiedere sotto il giogo dei miscredenti. Abbiamo anche ricevuto da oriente molte lettere piene di buona volontà, di sovrani che ci invitano a venire nelle loro terre. Ma noi possiamo scegliere solo la terra dei nostri antenati, possiamo accettare solo la tutela dei nostri parenti, non per opportunismo, ma per confermare il rapporto di fratellanza tra noi e per soddisfare il volere dei nostri antenati che ci hanno raccomandato di non chiedere aiuto a nessuno se non ai
Merinidi
. Così abbiamo attraversato vaste terre e navigato il mare tumultuoso e speriamo di non dover tornare indietro, e che i nostri occhi siano soddisfatti e che le nostre anime guariscano da questo grande dolore...»
(Muhammad Abu Abdallah, نفح الطيب من غصن الاندلس الرطيب)
L'esilio
La leggenda narra che quando il corteo regale di Boabdil partì per l'esilio, esso raggiunse uno sperone emergente dove vi era una fortificazione a guardia del mw7aGeneralife dal quale si vedeva il panorama della città di Granada. Muhammad XII, smontò da cavallo, sedette su una roccia dirigendo il suo sguardo per l'ultima volta all'mw7qAlhambra e alla verde valle che la circondava, scoppiò in pianto. Da questo episodio, come racconta mw7gWashington Irving nel libro mw7wmw8aI racconti dell'Alhambra, il luogo prese il nome di mw8qSilla del Moro (Sedia del Moro).cite-ref-6[6] Allora la madre che lo accompagnava, vedendolo in lacrime, gli avrebbe detto:
(arabo)
«ابك اليوم بكاء النساء على ملك لم تحفظه حفظ الرجال
(
Ibka l-yawma bikā'a n-nisā'i ʿalā mulkin lam taḥfuẓhu ḥifẓa r-rijāl
)»
(italiano)
«Non piangere come una donna ciò che non hai saputo difendere come un uomo»
(La madre di Boabdil, la sultana Aixa)
Ad Abu 'Abd Allāh Muhammad furono concessi in virtù del mw-aTrattato di Granada varie proprietà nell'mw-qAlpujarras, una zona montagnosa fra la mw-gSierra Nevada e il mw-wmar Mediterraneo, tra le quali mw-aLáujar de Andarax e Fuente Victoria (parte dell'odierno municipio di mw-qFondón, come riportato dal segretario regio Hernando de Zafra. Boabdil era inizialmente intenzionato a risiedere stabilmente nei suoi possedimenti nella penisola iberica, tant'è che aveva traslato i resti dei sultani di Granada nel cimitero musulmano di Mondújar (parte dell'odierna mw-wLecrín), ma la morte della moglie e le pressioni dei sovrani spagnoli affinché emigrasse lo indussero a partire. La moglie Morayma morì in Andarax e fu sepolta a Mondújar nell'agosto del 1493.
Una fonte non ufficiale sostiene invece che Morayma fosse stata uccisa dallo stesso Boabdil, dopo aver passato una vita di prigionia nelle segrete dell'Alhambra, a seguito della scoperta della relazione amorosa tra la Sultana e un cavaliere della potente famiglia dei mwaqeBanu Sarraj ("Abencerrajes"), ucciso anch'egli in una decapitazione di massa nella mwaqisala dei leoni del palazzo, insieme con altri membri della famiglia, per placare la gelosia del Sultano. Secondo la stessa fonte, si è voluta nascondere la verità per non sporcare la figura di Boabdil, già alquanto compromessa.
A sostegno di questa tesi, rimane solo una targa nel giardino del mwaqqGeneralife, ritenuta simbolo di una romantica leggenda, che lascia però uno spiraglio aperto sulla verità sempre tenuta celata.
In ogni caso Boabdil, dopo aver venduto i suoi possedimenti ai sovrani spagnoli, ad un valore inferiore a quello effettivo, ed aver richiesto asilo al sovrano di Fès, mwaqyMuhammad al-Shaykh al-Wattasi, si imbarcò dal porto di mwaqcAdra alla volta di mwaqgMelilla nell'ottobre del 1493.
Lo storico arabo mwaqoAl-Maqqari di Tlemcen scrisse che egli si sarebbe recato a mwaqsFès con la madre, la sorella e i due figli Ahmad e Yusuf, dove costruì un palazzo. Secondo Al-Maqqari, egli morì nel mwaqw1533 o nel mwaq01544 (anno 940 dell'mwaq4Egira) o nel mwaq81518 e riferisce con precisione ove venne tumulata la sua salma.cite-ref-7[7] I suoi discendenti vissero a Fès fino al mwarq1627 o mwaru1628 in difficili condizioni.
Il cronista spagnolo Luis del Mármol Carvajalcite-ref-8[8] scrisse: «Muhammad XII morì presso Oued el Assouad (Fiume Nero), al guado detto Waqûba durante la guerra fra gli mwarsWattasidi (dinastia marocchina del regno di mwarwFès) e i mwar0Sadiani (dinastia marocchina del regno di mwar4Marrakesh)». Questa fonte è anche ripresa da Louis de Chénier, un diplomatico del re di Francia mwar8Luigi XIV nella sua: mwasaRicerche storiche sui Moreschi e storia dell'Impero del Marocco pubblicata a mwaseParigi nel mwasi1787,cite-ref-9[9] ma questa ipotesi del Mármol è considerata improbabile dallo storico Mercedes Garcia-Arenal.
Nella cultura di massa
• Egli fu il soggetto dell'opera mwasoBoabdil, der letzte Maurenkönig (Boabdil, l'ultimo dei re Moriscos), Op. 49, scritta nel mwass1892 dal compositore germano-polacco mwaswMoritz Moszkowski.
• In sua memoria il compositore spagnolo mwas4Gaspar Cassadó scrisse il mwas8Lamento de Boabdil per mwatavioloncello e mwatepianoforte.
• Il compositore spagnolo mwatmAntón García Abril ha scritto mwatqElegía a la pérdida de la Alhambra per il suo ciclo di canzoni per voce e pianoforte mwatuCanciones del Jardin Secreto. Essa è adattata al testo (in lingua arabo-andalusa) attribuito a Boabdil, nel quale egli lamenta la perdita dell'Alhambra.
• Il mwatccantautore e poeta mwatgandaluso mwatkCarlos Cano dedicò una canzone del suo album mwatoCrónicas Granadinas a Muhammad XII intitolata mwatsCaída del Rey Chico.
• Il romanzo di mwat0Salman Rushdie mwat4The Moor's Last Sigh (mwat8L'ultimo sospiro del moro), contiene numerosi riferimenti a Muhammad XII.
• Il testo poetico di mwaueLouis Aragon mwauiLe Fou d'Elsa dà una drammatica e poetica versione della mwaumCapitolazione di Granada, che ha Muhammad XII come uno dei protagonisti.
• La mwauutelevisione di stato pakistana ha mandato in onda nel mwauy1980 un dramma tratto dal romanzo mwaucShaheen dello scrittore in mwauglingua urdu Nasim Hijazi, che ha come protagonista Muhammad XII.
• Col nome di mwauoBaodele compare tra i personaggi del mwauspoema cavalleresco mwauwmwau0Il conquisto di Granata (mwau41650) di mwau8Girolamo Graziani come mwavaantagonista di mwaveFerdinando II.
• Boabdil è il protagonista dello sceneggiato del mwavm1991 mwavqGranada addio, coprodotto dalla mwavuRAI e dalla mwavyTelevisión Española, e della serie del 2012 mwavcmwavgIsabel, dove è interpretato da Álex Martínez.
Note
cite-note-liceus-com-11. ↑ mwawe(mwawimwawmESmwawq) Carpeta Didácticamwawu : al-Andalus mwawymwawcAl-Ándalus III: el Sultanato De Granada (1232-1492) y Una Breve Reseña Sobre la Alhambra mwawgArchiviatomwawk il 27 aprile 2009 in mwawoInternet Archivemwaws.
cite-note-22. ↑ 11 safar 888 A.H.
cite-note-carpeta-did-ctica-ibidem-33. ↑ mwaxu(mwaxymwaxcESmwaxg) Carpeta Didáctica, ibidem
cite-note-44. ↑ Arieh 1974, p. 33
cite-note-55. ↑ "نفح الطيب من غصن الاندلس الرطيب" pp1317. احمد المقري المغربي المالكي الاشعري
cite-note-66. ↑ mwayi(mwaymmwayqEN) mwayumwayyLegends and tales of the Alhambra - Washington Irving, su mwaycalhambra.info.
cite-note-77. ↑ mways(mwaywmway0ENmway4) Leonard Patrick Harvey, mway8Islamic Spain, 1250 to 1500, Chicago, University of Chicago Press, 1992. ISBN 0226319628. mwazeGoogle Book
cite-note-88. ↑ mwazu(mwazymwazcENmwazg) Kevin Shillington, mwazkEncyclopedia of African history, Vol. 1, CRC Press, 2005, ISBN 1579582451. mwazsGoogle Books
cite-note-99. ↑ mwaz8(mwaaamwaaeFRmwaai) mwaamvol. 2 p. 341 e mwaaqvol. 3, p. 303 su Google Books
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikiquote
• Wikimedia Commons
• Wikiquote contiene citazioni di o su Boabdil di Granada
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Boabdil di Granada
Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiaBoabdil, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itMuḥammad XII, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Muḥammad XII, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefdbe(ES) Boabdil di Granada, in Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia.
• citerefgoodreads(EN) Boabdil di Granada / Boabdil di Granada (altra versione), su Goodreads.